Arti marziali per bambini

Arti marziali per bambiniDire bambini è dire gioco, dire gioco equivale a movimento quindi sport. Lo sport per i bambini è una cosa molto importante, se pensiamo che è tramite il gioco, il movimento, che il bambino impara a conoscere, a scoprire il proprio corpo, ad accettarlo e ad amarlo.

Non dimentichiamo che ognuno di noi comunica con gli altri non solo con la parola, ma soprattutto con il proprio corpo. È il corpo che comunica sensazioni, emozioni, simpatie, odio, amore affetto, amicizia…

Questo spazio è dedicato alle arti marziali rivolte ai bambini, come metodo di crescita sportiva ed interpersonale.

 

Bambini e Yoseikan Budo - a cura di Maurizio Grandinetti (Ist. 3°Dan Yoseikan Budo, All. 1°Dan Kick Boxing), ispirato dal metodo FIYB e dal lavoro del M° Silvano Tomba - per info: Karate Club Laives

La base del metodo Yoseikan è quella di aiutare il praticante ad acquisire il suo equilibrio mentale e fisico.
La nostra qualità di vita è composta principalmente da tre elementi che convivono in equilibrio fra loro: fisico, mente, stato emotivo-emozionale.
L’ elemento “fisico”, lo dice la parola stessa, è il complesso di muscoli, tendini, ossa, tutti gli organi interni, tutti gli elementi che lo compongono, quindi la “machina umana”.
Il secondo elemento è la nostra “mente”, dove vengono immagazzinati e conservati tutti i dati in nostro possesso fin dal momento della nostra nascita.
Il terzo elemento è la parte “emotivo-emozionale”, tutta la serie di sensazioni:amore, odio, paura, coraggio, felicità, tristezza, ecc…, tutte queste sensazioni sono l’energia, la forza, il motivo conduttore che determina e motiva le varie espressioni del nostro comportamento.
Per ogni sensazione o stato emotivo, esiste un relativo “linguaggio” esterno, composto da parole, gesti ed atteggiamenti che la evidenziano.

Con il metodo Yoseikan si cerca di favorire al massimo lo sviluppo di tutte quelle abitudini fondamentali tanto importanti per il bambino:
Psicomotorie: percezione del proprio corpo, rapporto spazio- temporale, coordinazione ed equilibrio.
Sociomotorie: dandogli il piacere, il gusto della pratica della disciplina scelta, sotto forma di gioco. Miglioreremo il comportamento del bambino integrandolo nel gruppo. E soprattutto preparandolo nel modo migliore ad una ben più importante integrazione sociale.
Psicologiche: tutte queste attività dinamiche con continue sensazioni ed esperienze diverse, continuamente confrontate con gli altri partners lo aiuteranno a prendere coscienza delle proprie capacità e disponibilità psico-fisiche, dandogli quella sicurezza necessaria alla maturazione.
Fisiologiche: la maggior richiesta funzionale rivolta ai vari organi ed apparati quali cardiocircolatorio, respiratorio, locomotore, concorre a rinforzarli ed a renderli più resistenti, aumentando la capacità di lavoro individuale.

La figura dell’ insegnante.

Alla luce di queste varie considerazioni, la figura dell’insegnante riveste un’ importanza primaria. Oltre a possedere una buona attitudine pedagogica ed avere un’ ottima preparazione tecnico-fisica, deve conoscere perfettamente il funzionamento dei vari meccanismi. E per meccanismi non si intende solamente quello fisico, ma anche e soprattutto la conoscenza dei meccanismi mentali psico-fisici, altrettanto importanti per un istruttore che vuole raggiungere dei risultati soddisfacenti.
Tutto questo gli fornirà il necessario bagaglio per iniziare un allenamento, tenendo presente alcune regole:
creare un’atmosfera di lavoro distesa, mantenendo nello stesso tempo viva l’attenzione del bambino senza annoiarlo ne stancarlo;
cominciando facendogli scoprire a poco a poco lo sport senza imporre l’attività che il bambino ha scelto;
tener sempre presente che nella tecnica, il movimento non è fine a se stesso, ma deve essere un mezzo di acquisizione di tutti i vari elementi che contribuiranno allo sviluppo del bambino;
conoscere l’esercizio e presentarlo in maniera chiara, semplice servendosi anche di esempi e di dimostrazioni;
più che di insegnamento di tecniche, inizialmente bisognerà valutare l’attitudine, la disponibilità e le capacità fisiche del bambino per coinvolgerlo nel discorso comune del gruppo;
la pazienza, la calma, la costanza, saranno le armi migliori che un insegnante dovrà e potrà usare con i suoi piccoli allievi.

Ogni allenamento inizierà e finirà con il saluto rituale, questo favorirà anche l’inserimento nel gruppo dell’ultimo arrivato. L’ insegnante deve essere discreto, calmo, i comandi devono essere chiari, semplici e brevi.

Il metodo Yoseikan, intende sviluppare nel bambino anche l’attenzione.

 
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