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| Breve intervista a Akira Yagi della palestra Artistica Brescia A.S.D. | |
Buon giorno M° Akira Yagi, grazie per averci concesso una breve intervista.
100ma.it: - Dove nasce la sua passione per le arti marziali e cosa ha spinto a dedicarsi al "Viet Vo Dao"? Akira Yagi: Ho iniziato ad interessarmi alle arti marziali fin da bambino, affascinato (credo come molti altri!) dai film di Bruce Lee che riguardavo svariate volte mimando le movenze dell' attore. Anche per via delle mie origini giapponesi in un certo senso ritenevo automatico dover imparare un' arte marziale, e così iniziai a praticare il Karate Shotokan e più tardi il Jujitsu. Solo con il Viet Vo Dao però trovai uno stile che più si avvicinava a quello che io intendevo per arti marziali, e così ho continuato a praticarlo con costanza, pur dedicandomi anche ad altri stili (attualmente il Daido Juku Kudo). 100ma.it: - La sua più grande soddisfazione legata alle arti marziali? Akira Yagi: In realtà faccio fatica a pensare ad un episodio in particolare, perchè sono soddisfatto ogni volta che mi alleno o insegno arti marziali. Ormai esse sono un pò il mio mondo e non potrei più farne a meno. E soprattutto sono molto felice quando vedo la passione in un allievo e il suo reale interesse a praticare. 100ma.it: - Come è cambiato o come si è evoluto il suo modo di praticare arti marziali nel tempo? Akira Yagi: E' cambiato molto. Fino a qualche anno fa mi ponevo molte meno domande riguardo all' efficacia di ciò che imparavo, in un certo senso vivevo nella mia "isola felice" nella convinzione che quanto facevo era già di buon livello. In seguito ad eventi e riflessioni varie, ho iniziato a guardarmi intorno, ad aprire la mente verso altre pratiche che prima snobbavo e a rimettermi in gioco. Soprattutto ho capito l' inutilità dei gradi e dei programmi tecnici rigorosi, o di alcuni modi di lavorare senza buonsenso. Ho anche rivisto totalmente ogni mia convinzione riguardo alla difesa personale, che nel bene e nel male è un tema da trattare con una certa consapevolezza quando pratichi e soprattutto insegni. 100ma.it: - A chi consiglierebbe la pratica delle arti marziali? Akira Yagi: Nel mio caso ci tengo molto ad essere chiaro con chi mi chiede consiglio: le arti marziali non sono per tutti. O meglio, esistono vari modi di praticare e vari stili, ma le aspettative di chi inizia rischiano di essere deluse: c'è chi vuole fare solo ginnastica, chi vuole imparare a difendersi rapidamente, chi vuole combattere sportivamente... Per fortuna ci sono risposte abbastanza specifiche per ogni esigenza, ma è ugualmente sbagliato a mio avviso consigliarle a tutti. Bisogna essere onesti e avvertire che non si ottiene nulla se le si pratica senza vero interesse, a meno che naturalmente non ci si diverta e basta. E anche questa è una buona ragione. 100ma.it: - Chi è il suo punto di riferimento? Akira Yagi: I miei punti di riferimento sono tutti quei marzialisti che dimostrano con i fatti di continuare a praticare con spirito, senza fermarsi davanti alle difficoltà e ricercando sì l' efficacia, ma anche la moralità e correttezza. Ammiro chi è un campione, molto di più chi è una persona degna di stima. E devo dire che mio padre mi ha insegnato molto più sulle arti marziali che ogni altro maestro che ho conosciuto, pur non sapendo nemmeno tirare un pugno! 100ma.it: - In un caso reale, secondo lei, le sue arti marziali sono efficaci e perché? Akira Yagi: Sono fiducioso sull' efficacia di quanto pratico perchè il tipo di allenamento e soprattutto di analisi a cui mi dedico sono improntati a questo. Il Viet Vo Dao, come alcuni altri stili, per sua caratteristica didattica rischia di essere poco produttivo in questo senso se allenato solo in modo collaborativo: ho capito che il vero limite era questo, per cui ho smesso di allenare sequenze solo estetiche per inserire come norma lo sparring o gli esercizi di attacco libero, senza formalità. Chiunque si alleni in quest' ottica avrà più familiarità in caso di aggressione, non sto scoprendo l' acqua calda. Il Viet Vo Dao è certamente un' arte marziale piuttosto folcloristica, ma non ho dubbi sul fatto che l' ho praticato per la maggior parte del tempo e se oggi riesco a muovermi e a colpire in un certo modo è grazie ad esso. 100ma.it: - Ha un consiglio da dare a chi pratica Viet Vo Dao o in generale arti marziali? Akira Yagi: A chi pratica Viet Vo Dao consiglio di farsi sempre domande riguardo ad ogni tecnica allenata, senza pensare solo al risultato estetico. A tutti in generale di mettersi sempre in gioco con umiltà e giudicare con obiettività ciò che cercano e che fanno. | |
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