100% Arti Marziali Intervista al Maestro Bushido - Jujutsu & Bugei

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Breve intervista a Sandro Savoldelli della palestra Bushido - Jujutsu & Bugei
Sandro Savoldelli Buon giorno M° Sandro Savoldelli, grazie per averci concesso una breve intervista.

100ma.it: - Dove nasce la sua passione per le arti marziali e cosa ha spinto a dedicarsi al "Ju Jitsu"?
Sandro Savoldelli: Nasce perlopiù dall'amore innato per tutto ciò che viene da oriente e in particolar modo dal Giappone dell'epoca feudale, nonché dalla grande invasione di filmografia legata Bruce Lee che a fine anni '70 animò la mia generazione. Grazie ad un fratello più grande che già nei primi anni '80 calcava i tappeti di una delle palestre storiche di Brescia, dove il M° Tito Listorti Maglia (al quale va il plauso di avere segnato la nascita di tutti noi Insegnanti di Jujitsu bresciani) aveva un gruppo di 180 iscritti in 4 turni tra adulti e bambini. Come spesso accade ero attratto dal fratello lanciato in quella cosa che non era Karate e non era Judo, ma non volevo lasciare il Basket che solo l'anno di leva militare riuscì ad interrompere. Solo quando mi venne regalato il primo mensile in palestra potei vedere da vicino quella strana disciplina che prima solo immaginavo. Fu subito amore, per la varietà di atteggiamento marziale che la disciplina permette, per la possibilità di avvicinamento anche da chi non è dotato atleticamente, per il lavoro di coordinazione neuro-muscolare, per la bellezza delle forme dei kata che permettono di celebrare l'atteggiamento quasi "teatrale" giapponese, per la possibilità di sbocco sportivo come di quello amatoriale che poi ho preferito essendo appassionato di "tradizionale". Dopo 25 anni di pratica, avendo conosciuto molte Scuole e molti Maestri, dopo aver lavorato e curiosato nelle altre discipline come VietVoDao, Karate, Judo, Kendo, Iaido, KenJutsu fino ad arrivare a praticare parallelamente anche forme indo-cinesi come Taiji, Yoga e tutto ciò che può riempire il "bagaglio tecnico" personale, sono soddisfatto del lavoro e della Via intrapresa. Ancora mi sento dentro la passione dei primi giorni e la voglia di vedere e mettermi a provare ciò che non conosco mi spinge oltre le canoniche sere di lezione. Nei weekend vado a conoscere ancora Arti, ancora Maestri, provo qualsiasi cosa che possa migliorare il mio essere così che possa essere trasmesso ai miei allievi con la stessa intensità con cui l'ho ricevuto e con una visione aperta di condivisione assoluta. Non ci sono segreti, quello che credo di sapere lo insegno, quello che non sono sicuro di sapere lo studiamo insieme ai miei collaboratori ed ai miei allievi. Posso dire oggi di essere felice di essere chiamato a fare lezione in altre palestre, di godere della stima dei colleghi Insegnanti e dei Maestri che mi aiutano nel compito della didattica con gli allievi, senza mai dimenticare che la condivisione della conoscenza è patrimonio di tutti.

100ma.it: - La sua più grande soddisfazione legata alle arti marziali?
Sandro Savoldelli: Venire chiamato a fare lezione dai Maestri con i capelli bianchi che hanno alle spalle decenni di attività anche a grandi livelli, godere della stima dei miei allievi a collaboratori. Sono cosciente di non essere un personaggio famoso, non voglio fare il "falso umile" ma nessuno mi neghi che metto l'anima e tutta la buona e seria volontà in ciò che faccio, di questo mi venga dato atto.

100ma.it: - Come è cambiato o come si è evoluto il suo modo di praticare arti marziali nel tempo?
Sandro Savoldelli: Anni sono passati e i tempi sono decisamente cambiati, le palestre sono cambiate, le persone sono cambiate...la passione è cambiata. Trovo che oggi, a causa anche della maggiore offerta di attività e discipline, si è molto diluito il bacino di utenza e anche le palestre stesse sono molto cambiate. I corsi oramai si tengono ovunque e per ogni genere di praticante; nelle scuole, nei parchi, negli scantinati come nelle Palestre-Azienda che vengono gestite come centri commerciali e dietro la facciata tanto lussuosa e all'ultimo grido nascondono Insegnanti rampanti tanto bellocci e piacioni quanto incapaci ma con un "diploma parificato" rilasciato da chissà quale Istituto di educazione fisica. Tutti i centri hanno il loro strato sociale su cui lavorare. Ma le Arti Marziali, come la Boxe, ancora vengono praticate nelle palestre che odorano di sudore e sangue, nei piccoli dojo dove si lavora "in piccolo" ma con grande umanità e contatto umano con le persone. Grazie al cielo esistono ancora posti dove la qualità del lavoro prevale sui nomi altisonanti, lontano da chi ti misura da quanti allievi hai e da risorse che garantiscono i guadagni. Trovo che queste andrebbero premiate, le piccole associazioni o gruppi che faticano ad arrivare a fine mese e ci mettono risorse di tasca propria per poter fare sopravvivere una realtà sana e motivata. Non certo le grandi Aziende che con tanti denari possono permettersi di trattare le persone da Clienti, far loro spendere metà di quello che guadagnano per fregiarsi di essere virtualmente socio di un virtuale benessere sociale, dando loro una virtuale crescita e preparazione. Anche queste difficoltà hanno contribuito sulla scelta e la crescita tecnica del "mio" Jujitsu. Molte Federazioni, molti Enti di promozione sportiva e molti programmi sono passati per le mie mani. Il mio bagaglio tecnico è cresciuto passando per tutte le fasi del CONI, nella World Jujitsu Federation di R. Clark, nel Goshin Jitsu Italia e per mille e mille Maestri che hanno formato la base su cui oggi costruire il nostro progetto JJ.

100ma.it: - A chi consiglierebbe la pratica delle arti marziali?
Sandro Savoldelli: A chiunque abbia volontà di provare una attività completa, alternativa alle ginnastiche di ogni tipo, sia che voglia fare agonismo o che voglia solo sfogare la tensione di una giornata di lavoro snervante. Il Jujitsu è una disciplina innanzitutto, quindi con connotazione marziale, ma all'interno si possono trovare una varietà di tipi di lavoro: corpo a corpo, a distanza, leve, strangolamenti, movimenti circolari, dinamica e staticità, forme etc. Personalmente ritengo sia una delle discipline più complete sulla quale costruire una difesa personale come vuole il termine, ognuno può trovare il proprio se stesso calandosi nella dimensione che preferisce. Trovo che non abbia nulla da invidiare a qualunque attività didattica anche per bambini nella fase della crescita, per aumentare le capacità condizionali e le facoltà coordinatorie.

100ma.it: - Chi è il suo punto di riferimento?
Sandro Savoldelli: Non ho mai pensato di avere un solo punto di riferimento. Ognuno dei Maestri con cui ho lavorato ha lasciato un segno dentro di me ed ha influito sul mio modo di intendere le Arti Marziali; certo ho trovato anche insegnanti non degni ma comunque hanno influito sulla mia preparazione e sulle mie decisioni sul futuro.

100ma.it: - In un caso reale, secondo lei, le sue arti marziali sono efficaci e perché?
Sandro Savoldelli: Purtroppo sono capitati anche casi in cui mi sono trovato in difficoltà, inutile dire che le arti marziali ci rendono invincibili. Ma nonostante questo, la convinzione che se non avessi avuto il pregresso marziale non sarei qui a raccontarlo, mi spesso rincuorato.

100ma.it: - Ha un consiglio da dare a chi pratica Jiu Jitsu o in generale arti marziali?
Sandro Savoldelli: Essere assolutamente curiosi, vedere, provare e avere un atteggiamento mentale che permetta di capire presto che anche un cretino ha qualcosa da insegnarci. Per quanto mi riguarda, ne sono molto soddisfatto.

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